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L'Abbinamento nell'adozione internazionale

 

L'abbinamento rappresenta uno dei momenti più delicati ed importanti all'interno del processo adottivo.

La Convenzione dell'Aja tratta dell'abbinamento agli articoli 15 e 16, dando delle indicazioni generali, che per motivi di opportunità non scendono nei dettagli, tanto da realizzare uno standard metodologico e di procedura tra gli stati aderenti. Quest'impostazione non impedisce però di fissare alcuni principi importanti per l'abbinamento.

Il fascicolo della coppia

L'Articolo 15 è destinato alle Autorità Centrali dei paesi che offrono accoglienza ai minori per l'adozione internazionale, e fissa gli elementi minimi che devono essere descritti nel fascicolo delle coppie che hanno dato disponibilità per l'adozione internazionale. Della coppia vengono raccolte le informazioni che interessano:
  • l'identità;
  • la capacità legale;
  • l'idoneità all'adozione;
  • la situazione personale, familiare e sanitaria;
  • l'ambiente sociale di riferimento;
  • le motivazioni all'adozione;
  • le caratteristiche dei minori che sarebbero in grado di accogliere.
Il fascicolo del minore

L'Articolo 16 è invece destinato alle Autorità Centrali dello Stato di origine del minore, che ha la competenza sul fascicolo del minore. Di questo le informazioni raccolte riguardano:
  • l'identità;
  • l'adottabilità;
  • l'ambiente sociale di riferimento;
  • la sua storia personale e familiare;
  • la situazione sanitaria del minore e della famiglia di nascita;
  • le sue necessità particolari;
  • tutte le informazioni sulla sua educazione, origine etnica, religiosa e culturale.
Il fascicolo del minore, in termini di contenuti e di modalità di redazione, riveste una grande importanza sia rispetto la fase dell'abbinamento, sia rispetto il futuro del minore, che divenuto adulto potrà desiderare (e quindi richiedere) conoscere i dettagli della propria vita pre-adozione. Proprio per questi motivi, nella sua redazione, il fascicolo non dovrebbe tralasciare alcun particolare, che potrebbe risultare importante sotto entrambi gli aspetti.

Nell'esperienza concreta la preparazione del fascicolo del minore varia secondo la cultura del Paese di origine e l'attenzione dedicata all'infanzia, ma anche secondo le modalità in cui un bambino è stato abbandonato.

L'importanza del fascicolo del minore, sia per il processo d'abbinamento sia per le future possibili esigenze del minore, ha come corollario che le relative informazioni dovrebbero iniziare ad essere raccolte sin dal primo momento in cui il minore entra nel sistema di protezione del proprio paese d'origine, indipendentemente dalla circostanza che siano stati individuati o meno dei genitori adottivi potenzialmente compatibili.

Se occorre prestare attenzione alla creazione del fascicolo, altrettanta cura dovrebbe essere posta all'aggiornamento delle informazioni in esso contenute.

Dal punto di vista dei contenuti, particolarmente delicate sono le informazioni di carattere sanitario, che dovrebbero essere il più possibile dettagliate e circostanziate. Quest'esigenza spesso si scontra con le risorse tecnico - amministrative realisticamente disponibili negli stati d'origine dei minori, e sul riserbo con cui alcuni paesi trattano questo genere di informazioni.

Le fasi dell'abbinamento

Solitamente la prima fase dell'abbinamento si svolge nel paese d'origine, quando si cerca la miglior soluzione possibile per il minore, mettendo a confronto le informazioni disponibili relative al minore, con quelle contenute nei fascicoli delle coppie, precedentemente presentati dagli Enti Autorizzati. A questa fase di solito ci si riferisce con il termine placement, collocamento, o referral, assegnazione, in quanto si è in una fase precedente al processo adottivo vero e proprio. Spesso le coppie non sono neppure informate che il proprio fascicolo è stato preso in considerazione per l'abbinamento con un minore adottabile.

La seconda fase dell'abbinamento generalmente è fatta decorrere dalla comunicazione del possibile abbinamento fatta all'autorità competente dello stato di accoglienza, che nel caso dell'Italia sono gli Enti Autorizzati.

E' in questo momento che la coppia si trova davanti alla concreta possibilità di realizzare un'adozione internazionale,il momento in cui si passa dal minore immaginato a quello reale. In questo momento il lavoro degli esperti consiste nel proporre alla coppia il confronto tra il bambino immaginato e il bambino reale, nell'invito a riflettere sulle differenze tra le due immagini per imparare a valutare le proprie risorse e i propri limiti rispetto alla realtà delle tipologie presenti nell'adozione internazionale.

L'abbinamento è una sorta di momento della verità, perchè mette la coppia di fronte a un possibile figlio concreto e reale, in cui si inverano tutte quelle situazioni con cui, fino a quel momento, la coppia si era confrontata in modo ipotetico. Si passa insomma da un bambino le cui caratteristiche sono state considerate come ipotesi possibili alla concretezza dei problemi che un bambino vero porta con sé.

E' un momento molto delicato per la coppia, che dovrà essere seguita con attenzione dagli esperti degli Enti Autorizzati, di modo che la decisione sia assunta nel modo più consapevole possibile, avendo confrontato tutte le informazioni a disposizione del minore con le proprie risorse di coppia.

Con l'accettazione della proposta di abbinamento da parte degli aspiranti genitori adottivi, termine la fase del processo di abbinamento, cui seguirà l'incontro nel paese d'origine tra il minore e la coppia, potendo il tempo tra la proposta di abbinamento e l'incontro con il minore variare di molto (in alcuni casi anche un anno) in considerazione delle situazioni specifiche dell'adozione.
 

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