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Abbinamento ed adozione

E' la fase che intercorre tra la decisione dell'abbinamento tra la coppia e il minore all'emissione della sentenza definitiva di adozione, entrambi di competenza del Tribunale per i Minorenni.

Il Tribunale deve, come detto, scegliere tra le coppie/famiglie che hanno presentato domanda all’adozione nazionale quella che maggiormente sembra in grado di corrispondere alle esigenze del minore dichiarato in stato di adottabilità. Del minore, proprio in ragione dei pregressi interventi sia amministrativi (sostegno della famiglia in difficoltà) sia giudiziari, il Tribunale per i Minorenni conosce storia, qualità relazionale, bisogni: elementi determinanti al fine del suo abbinamento. In casi particolarmente delicati e complessi, od in riferimento all'età del minore, al suo stato di salute, alla sua situazione giuridica, oppure in caso di peculiari caratteristiche della coppia, sente, anche a mezzo di un giudice delegato, gli operatori che hanno seguito la coppia nella fase formativa e di raccolta degli elementi conoscitivi e, se necesario, quelli che seguono il minore. I coniugi, ai quali è dovuta ogni informazione rilevante sul minore emersa nel corso delle indagini che hanno portato alla sua dichiarazione di adottabilità, sono chiamati per dichiarare formalmente l’accettazione o meno dell'abbinamento disposto dal Tribunale per i Minorenni.

Nel caso l'adozione riguardi un minore che abbia compiuto i 14 anni, perché si realizzi l'abbinamento, occorre anche il consenso del minore, mentre nel caso il minore abbia un'età compresa tra i 12 e 14 anni, deve essere comunque sentito il suo parere.

In relazione allo specifico minore, il Tribunale valuta se sia opportuno iniziare la conoscenza attraverso l’avvio di primi contatti tra i coniugi ed il minore o se invece sia possibile disporre il collocamento provvisorio del minore presso la residenza dei coniugi, o se esistano le condizioni per dichiarare immediatamente lo stato di affidamento pre-adottivo del minore, affidando il minore ai nuovi genitori.

Il decreto di autorizzazione ai primi contatti o di collocamento provvisorio o di affidamento pre-adottivo viene disposto collegialmente. Rispetto alla durata dei primi contatti e della fase di conoscenza, che viene monitorata dagli operatori del Gil A e da quelli presso cui il minore è collocato (casa famiglia), questa non è definibile a priori in quanto va valutata da caso a caso avendo quale focus il bambino o il ragazzo ed i suoi personali tempi di adattamento.

Il Tribunale dei Minorenni comunica il decreto ai coniugi, al GIL A competente, al P.M., al tutore legale ed incarica i GIL Adozioni di vigilare sull'andamento dei primi contatti, del collocamento provvisorio o dell'affidamento pre-adottivo. Il GIL Adozione vigila sull'andamento del rapporto tra i coniugi ed il minore, anche effettuando colloqui e visite periodiche, e redige le relazioni che invia al Tribunale per i Minorenni nei termini da questo stabiliti.

Il Tribunale riceve dal GIL A, dal momento del collocamento provvisorio e sino al termine dell'affidamento pre-adottivo, le relazioni periodiche richieste, con segnalazione di eventuali difficoltà, che se accertate possono portare alla convocazione, anche separata, degli affidatari e del minore, alla presenza, se richiesto dal caso e dalle circostanze, degli operatori del GILA, al fine di valutare le cause dell'origine delle difficoltà. Ove necessario, dispone interventi di sostegno psicologico e sociale.

Al termine dell'anno di affidamento pre-adottivo il Tribunale per i Minorenni pronuncia il provvedimento di adozione definitivo ai sensi dell'art. 25 comma 1 L. 184/83 e suc. mod., e ne ordina la trascrizione nei registri dello stato civile, eventualmente dandone comunicazione al GILA.
 

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